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Radiestesia e pendolo

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Dolcestella
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MessaggioDolcestella il Lun Nov 21, 2016 7:41 pm

 
Storia

La Rabdomanzia è una pratica che consiste nel localizzare oggetti nascosti sotto terra, servendosi di una verga o di una bacchetta biforcuta. Ha origini antiche ed è ancora praticata, nonostante tutte le prove realizzate secondo metodi scientifici ne abbiano dimostrato la completa inefficacia.

Il termine deriva dalle parole greche ῥάβδος (rhábdos), che significa “bacchetta”, e μαντεία (mantéia) che significa “divinazione”, dove quest’ultima va intesa nel significato più esteso di “ricerca di informazioni mediante pratiche religiose”. La Rabdomanzia ha attraversato in varie forme i diversi millenni.
La rabdomanzia come praticata nasce nella Germania del XV secolo quando era impiegata soprattutto per trovare metalli e fonti di acqua. La tecnica si diffuse in Inghilterra grazie ai minatori tedeschi.
Nel Medio Evo i radbomanti rischiarono di venire perseguitati, in quanto sospettati di avere contatti con il demonio. Nel 1662 la rabdomanzia venne dichiarata vera “superstizione” o perfino “satanica” dai Gesuiti, Gaspar Schott (scienziato tedesco del 1600) tuttavia successivamente sostenne che non era così sicuro che a muovere la bacchetta fosse sempre il demonio. Nel 1701 l’Inquisizione proibì l’uso della rabodmanzia nei processi. Durante la guerra del Vietnam, alcuni Marines statunitensi usarono la rabdomanzia per provare a localizzare addirittura depositi di armi e tunnel. I sostenitori della rabdomanzia ritengono di poter individuare la presenza dell’oggetto cercato, grazie sia al contributo di poteri extra sensoriali sia all’emissione di energie da parte dell’oggetto captabile attraverso la bacchetta oppure tramite l’effetto di “risonanza” analoga alla vibrazione dei suoni. Figlia della rabdomanzia è la moderna radiestesia che impiega come strumento di lavoro il classico pendolino. A seconda delle oscillazioni del pendolo il radioestesista è in grado di trarre, informazioni che normalmente sfuggirebbero ai cinque sensi. La parola “Radiestesia” (coniata dall’abate Alex Bouly nel 1929) deriva da due radici, una greca radius, raggio e l’altra latina aistetis, sensibilità.Già nella Roma imperiale, i sacerdoti preferivano il pendolino alla bacchetta per trarre i loro auspici. Quando venne scoperta una congiura contro Flavio Valente, nel IV secolo, l’imperatore volle sapere chi lo minacciava. Dopo aver fissato un anello ad un filo, i sacerdoti fecero oscillare questo pendolino sopra le lettere dell’alfabeto. L’anello iniziò ad oscillare per fermarsi poi sulle lettere formanti la sillaba: THEO. Per decreto imperiale, tutti i malcapitati il cui nome cominciava per la sillaba fatale ebbero la sorpresa di vedersi condannare a morte. Ciò non impedì che la storia seguisse il suo corso, fu infatti Teodosio il successore di Flavio Valente.Dopo la caduta dell’Impero Romano, non si parlò più di Radiestesia per diversi secoli. Dobbiamo giungere fino alla fine del secolo XIX affinché l’uso del pendolino si imponga su quello della bacchetta. Questo cambio di orientamento, lo si deve ad Antonio Gerboin, professore della facoltà di medicina di Strasburgo, a cui giunse l’ispirazione vedendo un bimbo che si divertiva a far ruotare una sfera di legno sospesa ad una funicella. Nella seconda metà del XIX secolo si cominciarono a formulare delle teorie sul senso radiestesico. Risale a quel periodo la pubblicazione dell’opera Le osservazioni sui movimenti delle bacchette e dei pendoli, del barone di Morogues. Con l’inizio del XX secolo apparvero le prima riviste e Associazioni di Radiestesia. I Radiestesisti e i Rabdomanti iniziarono a riunirsi in congressi regionali, nazionali e persino internazionali, per discutere dei risultati ottenuti e confrontare le loro teorie.
Tra i Radiestesisti celebri di questo secolo, ricordiamo: l’abate Bouly (1865 1958), l’abate Mermet (1865 1958), Padre Henry de France (1872 1947) e il pa-dre Ferdinando Bortone, a cui si deve la notevole opera La Radiestesia applicata alla medicina (Editrice Vannini, Brescia). Al giorno d’oggi la Rabdomanzia è tuttavia considerata un fenomeno paranormale privo di riscontro scientifico, e smentito nell’efficacia dai test condotti sotto rigido controllo.
La Rabdomanzia e la Medicina
Un religioso francese, l’abate Mermet, negli anni ’20 sostenne di aver applicato con successo la Radbomanzia nella diagnosi delle malattie, riprendendo una credenza medioevale che prevedeva, come fonte e causa di malattie, alcuni ipotetici flussi sotterranei di “energia demoniaca”, rintracciabili grazie ai bastoncini dei Rabdomanti.
L’abate diede mostra della sua nuova scoperta attraverso varie dimostrazioni pratiche in molti ospedali francesi, ribattezzandola “radioestesia”, nella convinzione che il corpo umano emettesse onde radioattive buone e cattive, percepibili dai suoi strumenti di indagine.
La mancanza assoluta di prove a suo favore fa ritenere non accettabile l’applicazione della Rabdomanzia a fini diagnostici, in quanto non è scientificamente dimostrata l’emissione di onde radioattive dal corpo umano.

La Radioestesia
Lo studio della Rabdomanzia, considerata spesso una branca della radioestesia, fa oggi parte del campo di ricerche sul paranormale, principalmente ad opera di parapsicologi. La Radiestesia è una disciplina che permetterebbe di captare energie vibrazionali oltre il limite dei cinque sensi umani, e di dare risposte attraverso strumenti come il pendolo e il biotensor (o biotester o biorivelatore).



La Radiestesia Esoterica o magica
Questo tipo di indagine esce dalle percezioni oggettive e positive della scienza e si dedica soprattutto a diagnosi che trascendono il piano squisitamente pratico e materiale. Rientrano in questa branca le indagini di tipo medianico e le comunicazioni spiritiche. La Radiestesia esoterica si serve di strumenti ed elementi provenienti dalla religione e dalla magia. In certi contesti ha una forte connotazione fideistica, ossia impiegata in maniera oracolare e divinatoria. Oracolo e divinazione sono due cose differenti. Il primo si basa su rivelazioni di un dio o di uno spirito svelandone le volontà ed i messaggi. La divinazione in se stessa invece intende rivelare cose sconosciute circa il futuro o il presente indipendentemente da un discorso squisitamente religioso o spirituale. Fanno parte della Radiestesia esoterica anche indagini che riguardano l’impiego di ritualistiche o procedimenti magici.


Parliamo del pendolo...
Questo sistema di divinazione, viene consigliato molto ai principianti, le uniche pecche le troviamo nella limitazione della risposta, infatti può rispondere solo sì o no, occorre quindi formulare la domanda giusta e nella grande influenzabilità nei movimenti: sia la nostra mente che il nostro corpo possono facilmente influenzare il pendolo, occorre molta pratica per padroneggiare quest’arte.



Come utilizzarlo:
A volte abbiamo bisogno di risposte alle cose. Un pendolino di solito è preciso, facile da usare e richiede poco tempo. L’etica ci impone di non utilizzare il pendolo per ledere gli interessi altrui o violare i diritti della loro intimità. Potete far oscillare anche il pendolo sulla domanda scritta, oppure su una fotografia di qualcuno su cui volete scoprire qualcosa.Il Pendolo è utile anche per ''trovare'' persone, se volete individuare la posizione di qualcuno lontano o se vorrete leggere i tarocchi o far esperimenti a distanza potrete aprire una cartina geografica porre il pendolo sopra la regione in cui vive la persona e lasciarlo oscillare come se creaste appunto un contatto, tramite questo modo potrete anche rispondere a domande ''si , no. Forse'' sempre su persone a distanza, l’importante è individuare la posizione e conoscere dove in quel momento è il consultante.
Il Pendolo ha anche un altra funzione, riesce ad indicarvi se una donna può o meno restar incinta ed il numero in caso di esito positivo e sesso della prole futura.
Farsi porre la mano sinistra, lasciar allargare lo spazio fra pollice ed indice ed in quella ''fessura'' creatasi lasciate oscillare TRE volte il pendolo fra le dita, rialzatelo sempre sulla mano della consultante ed osservate il suo Movimento:
Circolare = la donna avrà una bambina
Oscillazione avanti ed indietro avrà un maschietto.

 
Nelle sedute spiritiche il pendolo ha la stessa funzione della planchette sulla tavola Ouija, può indicarvi si e no oppure le date e le lettere componendo cosi parole, nomi, numeri.Oltre ai classici spiriti dei morti, è possibile usare il pendolino per comunicare con varie entità, soprattutto spiriti guida.
Con i tarocchi: disponeteli a rosa e chiedete SI/NO al pendolo su ogni carta. Escludete le carte NO e rifate per altre 2 volte. Le ultime formano le risposte alla vostra domanda. Stessa tecnica per le rune.
Oppure mescolate i tarocchi e fate due mazzetti e chiedete al pendolo in base alla vostra domanda quale mazzetto dovete scegliere, eliminate il mazzetto che il pendolo ha scartato e ripetete l'operazione con il mazzetto scelto dal pendolo e cosi via.
Con gli incantesimi: è la data giusta? Il rituale che avete modificato così com'è è "funzionale"? Basta appoggiarlo su una stoffa bianca o su un foglio dove avrete riportato l’intero rituale e chiedere SI/NO.


Trovare gli oggetti (uno dei metodi): con il pendolo in mano concentrarsi sull’oggetto da cercare e aspettare l’oscillazione, mettersi in un altro angolo e attendere l’oscillazione, le due linee rette si incontrano dove è l’oggetto nascosto.
Trovare oggetti fuori casa: il pendolo indicherà la direzione con i movimenti lineari, mentre a con la rotazione ellittica indicherà la distanza, più giri compie più ciò che si cerca è lontano.
Come oracolo: Un oracolo non è una predizione del futuro, ma un mezzo per chiedere consiglio al subconscio, per conoscersi e per sapere come vivere nel miglior modo possibile.
Vite Passate: Potete scrivere delle date su pezzi di carta piccoli, separati, e distanziarli, anche su un tavolo. Chiedete delle vostre vite passate ed il pendolo si orienterà nella direzione del foglio con la data accurata. Potete andare indietro nel tempo in questo modo. Potete fare lo stesso con i continenti, fino al paese in cui vivevate. Le persone che conoscete e le loro relazioni con voi in vite passate.
Salute: Chiedete di ogni area del vostro corpo o dell’aura di qualcuno di cui volete sapere qualcosa. Continuate ad approfondire le domande dopo ogni risposta che ricevete.


Demoni: ( anche se non è sempre bene sconfinare nella medianità ) Per un contatto semplice con un Demone, ponete il pendolo sul suo Sigillo e cominciate a fare domande.
[b]Per sapere se una persona è in vita: [/b]La Scuola di Archeosofia ha scoperto la possibilità di estendere la sperimentazione ai mondi soprasensibili, e quindi alle Anime Disincarnate ed ai mondi da esse abitati.Per questo tipo di esperienza, il testimonio è una fotografia del defunto, ma è molto utile che insieme ci sia qualcosa del trapassato (ad esempio, capelli).
STRUMENTI CHE SI POSSONO USARE:
[b][b]Quadranti:
[/b][/b]Si possono usare anche delle tavole radiestetiche, quadranti che riguardano vari argomenti per ottenere delle risposte a domande più ampie. Il quadrante è un cerchio diviso in spicchi dove verranno indicate le varie caratteristiche.[b][b]
Cartine geografiche o elenchi telefonici:
[/b][/b]
Sono molto utili per i rintracci.[b][b]

Testimoni:
[/b][/b]Sono campioni di un oggetto che ci si propone di cercare. E’ un punto di riferimento che serve per sensibilizzare il pendolo e farlo entrare in sintonia con l’oggetto che si cerca.
Dopo ogni seduta va lavato con acqua e sapone neutro, visualizzando l’energia e la sporcizia che se ne vanno.
CONSIGLI DI LETTURA:
Non mettersi mai vicini a specchi che riflettono verso di voi.
Sedersi ad un tavolo, con i piedi appoggiati bene a terra e vicini, mai accavallare le gambe appoggiare sopra il gomito del braccio destro (o sinistro se si è mancini), l’altra mano chiusa a pugno senza stringere, prendere il filo del pendolo fra il pollice e l’indice (o il medio), stringere leggermente  il filo. (la figura deve ricordare una gru)
La lunghezza ideale del filo è quella che vi consente di tenere il pendolo a 3-4 cm di distanza dal tavolo. Ci sono degli orari favorevoli, l'alba e il tramonto in generale sono le migliori. Il cielo non deve mai essere limpido. Fare attenzione al vento e gli spifferi di aria.
Le persone avverse sono refrattarie e influenzano negativamente la riuscita. La tensione prima del movimento arriverà dalla spalla, assecondare le vibrazioni e rimanere in attesa della risposta guardando il pendolo.
Il dialogo con il pendolo è personalissimo, bisogna stabilire un codice personale che permetta di interpretare le rotazioni o i movimenti lineari come risposte negative o positive. (Senso orario destrorso, senso antiorario sinistrorso, trasversali e longitudinali). In seguito si procederà attenendosi sempre al proprio codice.
Per fare questo dobbiamo chiedere al pendolo stesso di indicarci la risposta positiva, quella negativa e l’incertezza. Per poter comunicare in maniera corretta dal pendolo e per ottenere risultati soddisfacenti bisogna imparare a porre al pendolo le domande giuste. Mai fare domande che possono avere più risposte o che possono lasciare dubbi, non fare mai due domande in una sola frase (Domani ci sarà il sole o pioverà?). Anche nell’uso stesso dei verbi bisogna fare attenzione a ciò che si esprime nella domanda.
Non far toccare mai il pendolo da nessuno, si deve caricare solo di noi stessi. (Dopo l'uso il pendolo va tenuto sotto il getto di acqua corrente e riposto in un sacchettino scuro)

RISPOSTA SI: ROTAZIONE COME PER FORMARE CERCHIO IN SENSO ORARIO OPPURE OSCILLAZIONE SU E GIU' E VICEVERSA.
RISPOSTA NO: ROTAZIONE COME PER FORMARE CERCHIO IN SENSO ANTIORARIO OPPURE OSCILLAZIONE DA DESTRA A SINISTRA E SINISTRA A DESTRA.
Esistono vari tipi di pendolo in legno, in cristallo, in metallo ecc può anche essere creato da noi stessi. Prima di usare un pendolo nuovo bisogna prima purificarlo e consacrarlo.

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